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::   Mediazione culturale

La mediazione culturale

Presso il CTP Benedetto Croce ha assunto una nuova idea: non tanto integrazione tra le culture, quanto mediazione e recupero per le fasce deboli in una sorta di integrazione tra la subcultura e la cultura nazionale.

La mediazione culturale è:

  • Ricerca di continuità nelle situazioni dissimili;

  • Cercando un collegamento tra esse senza cancellare le reciprocità specifiche.

continua...

 

Al di là dei corsi sono in essere progetti con finalità specifiche nati in seguito alla rilevazione, che negli anni il centro ha fatto, sui reali bisogni dell’utenza e delle problematiche che investono il territorio di Casavatore.

 

Tipologia Obiettivi

Destinatari -tempi

Mediazione culturale

Promuovere una sempre maggiore consapevolezza della propria cultura attraverso l’incontro con quella degli altri sperimentando  modalità innovative di comunicazione e interazione tra i partecipanti.

Valorizzare la presenza della componente immigrata al fine di favorirne la partecipazione alla vita sociale (cfr. DPR 30/03/2001)

Utenti Rom con un incontri settimanali di 2 ore per un totale di 60 ore

Utenti extracomunitari con incontri settimanali di 4 ore per un totale di 120 ore

Mediazione sociale

Reintegrare alunni in grave condizioni di marginalità in circuiti sociali di normalità, rafforzando l’autostima del singolo e proiettandolo verso obiettivi extramarginali

Moduli di 3-6 Drop-out tra i 15 e i 18 anni afferenti e non all’area penale

90 ore di reintegro in sede

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La mediazione culturale

Presso il CTP Benedetto Croce ha assunto una nuova idea: non tanto integrazione tra le culture, quanto mediazione e recupero per le fasce deboli in una sorta di integrazione tra la subcultura e la cultura nazionale.

La mediazione culturale è:

  • Ricerca di continuità nelle situazioni dissimili;

  • Cercando un collegamento tra esse senza cancellare le reciprocità specifiche.

Valorizza le diversità

Crea un rapporto produttivo in cui non si semplifica la realtà ma se ne riconoscono  i contrasti

E’ un’attivita’ che insegna ad integrarsi nel rispetto delle reciproche differenze.

La mediazione  va strutturata in funzione:

  • Della tipologia dei fruitori;

  • In base alle diverse provenienze o età;

  • In base alle caratteristiche del contesto e del territorio;

  • In base alle  caratteristiche della struttura in cui viene svolta l’offerta

Il mediatore culturale è:

L’agente attivo della comunicazione attraverso cui viene promossa e si concretizza una politica sociale che garantisca a tutti la possibilità di espressione e la perpetuazione delle identità culturali

Il mediatore culturale deve:

Rimuovere gli ostacoli culturali;

Diminuire le distanze culturali

Una particolare forma di mediazione

Tuttavia nella nostra azione abbiamo inteso usare forme e strumenti della mediazione culturale per rivolgerci a target differenti  non soltanto appartenenti a culture altre; intendendo l’opera di mediazione in maniera lata cioè come canale di contatto e dialettica con subculture differenti, usando:

  • Una particolare metodologia;

  • Riferendoci a gruppi/bersaglio diversificati.

Le modalità di mediazione

Attraverso l’azione concordata con lo Sportello Sociale, tre sono state le modalità di intervento:

  • Accoglienza: invitando alla partecipazione alle attività del CTP un numero quanto più ampio possibile di utenti (soprattutto donne ad alto tasso di deprivazione sociale e psicologica), attraverso incontri personalizzati e di gruppo;

  • Orientamento: attraverso incontri personalizzati veniva presentata l’ampia offerta formativa del Centro e si indirizzava l’utenza secondo le specifiche competenze e attitudini;

  • Counseling:  azione di attenzione alla persona con incontri personalizzati, offerti sia all’interno del laboratorio di psicologia relazionale sia nel corso dell’anno con incontri mirati.

CURRICULUM:

Rosaria Fiorentino

Docente mediatrice  presso il CTP “B. Croce”

Mi chiamo Rosaria Fiorentino. Sono nata a Napoli il 20 dicembre 1954, sono laureata in scienze religiose e baccellierato in Teologia e laureanda in Filosofia.

Inoltre, ho conseguito il Diploma di Counsellor professionista, presso la SIPI  ( Società Italiana Psicoterapia Integrata).

Ho frequentato il “Corso di formazione sperimentale di intercultura”  promosso dalla Regione Campania Assessorato all’Immigrazione, marzo 2005;

il III Seminario Glocale “ La Formazione degli adulti alla cittadinanza” aprile 2005, Facoltà di Psicologia, Caserta;

il Seminario organizzato dalla SIPI, maggio 2005  - “La relazione e le relazioni terapeutiche. Dialogo fra scuole”;

il Seminario organizzato dalla SIPI, settembre/ottobre 2005 - “ Una lettura integrativa della storia della psicoterapia e del counselling per una definizione che facilita il dialogo”;

il Corso base di Metodologia di progettazione strutturata PRINCE2, dicembre 2005;

il Meeting conclusivo del progetto “Lab. Or.” Elaborazione di un modello di orientamento basato su servizi territoriali integrati, organizzato dalla Regione Campania – gennaio 2006;

il Seminario di formazione  della rivista Adultità - “Quali competenze per l’Eda” - gennaio 2007.  

Lavoro nel Centro Territoriale Permanente per l’Educazione degli Adulti  B. Croce dall’anno scolastico 2000/2001.

All’interno del Centro svolgo diverse funzioni:

La prima è quella di trait d’union tra gli utenti più difficili – in maniera particolare i drop out – svolgendo una funzione di “mediatrice culturale”. Nello specifico mi interesso al reinserimento di giovani/adolescenti particolarmente difficili costruendo dei percorsi condivisi che esulano dai normali itinerari curricolari, dove al centro c’è però sempre l’interesse alla persona.

In questo lavoro di mediazione, grazie all’integrazione con le assistenti sociali dell’Ufficio Servizi Sociali per i Minori del Ministero di Giustizia, ho coordinato il modulo di reinserimento di adolescenti provenienti all’area penale: un ampio progetto che ha visto coinvolto, oltre al nostro Centro, anche il Comune di Casavatore e lo steso U.S.S.M.

Negli ultimi anni, con lo sviluppo delle attività della nostra istituzione scolastica e del CTP, l’attività di mediazione da me attuata si è allargata anche ai Rom del campo Nomadi di Afragola.

Infine, in collegamento con lo Centro Servizi della scuola, coordino lo "Sportello Amico": uno spazio di condivisione che consente all’ utenza del territorio  momenti di empatia e di ascolto.   

  

 

 modello organizzativo sperimentale

  i risultati 2006-2007

 

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  Aggiornato al: 22/09/2009 Copyright 2002 Powered by